Prosegue il cammino di presentazione di chi ci crede e ci ha creduto (nella Clean Economy intendiamo). Buona lettura.
http://www.letthecleaneconomybegin.org/#ClimateChangeandBusinessCaseStudies7
December, 2009
Prosegue il cammino di presentazione di chi ci crede e ci ha creduto (nella Clean Economy intendiamo). Buona lettura.
http://www.letthecleaneconomybegin.org/#ClimateChangeandBusinessCaseStudies7
L’oro di Eurocantera (Goldlake Group) è raffinato in Italia, ad Arezzo. L’impianto di raffineria, gestita dalla società Goldlake IP controllata da Goldlake e Italpreziosi, è utilizzato solo per la lavorazione dell’oro proveniente dalle miniere in Honduras, per garantire che il prodotto finale fornito ai clienti sia assolutamente tracciabile.
“Con la scomparsa del suolo e del suolo agricolo in particolare, scompaiono - per sempre - paesaggio agrario, biodiversità, imprenditorialità e aziende agricole, cultura e tradizioni rurali”, così i prelati italiani. Siamo sicuri di voler buttare a mare secoli di tradizione?
Prosegue il cammino di presentazione di chi ci crede e ci ha creduto (nella Clean Economy intendiamo). Buona lettura.
http://www.letthecleaneconomybegin.org/#ClimateChangeandBusinessCaseStudies6
Scricchiola l’alleanza sul clima. Critiche a sorpresa da Brasile e Sudafrica. Pechino respinge le dure accuse della Gran Bretagna e parla di “complotto politico contro i paesi in via di sviluppo”. Basta!
I due terzi della produzione d’oro di Eurocantera, la miniera di Goldlake Group in Honduras, proviene dalle operazioni commerciali della miniera ed il resto viene estratto da minatori locali indipendenti che operano all’interno delle nostre concessioni. Fin dall’inizio delle nostre operazioni, il rapporto con i minatori-artigiani è sempre stato basato sulla fiducia, in quanto si condivide il comune obiettivo di crescita delle miniere e si collabora per ottenere obiettivi produttivi mutuamente concordati. Goldlake Group controlla Agalteca Mining, sempre operante in Honduras, realtà impegnata nell’estrazione dell’ossido di ferro in armonia con le comunità locali. Agalteca Mining è di proprietà della famiglia di Franco Colaiacovo.
Clean Economy (R)
E’ una nuova leggenda nera che corre sui blog… Sarebbe bello qualcuno la smentisse, a meno che non sia funzionale al regime di terrore che impera un po’ ovunque in una sorta di totalitarismo mediatico.
La leggenda è questa: gli Usa (e pare complice la Cina) hanno inondato il mercato di tungsteno trasvestito da oro (il tungsteno ha un peso specifico simile e solo un approfondito sondaggio di ogni lingotto può rivelarne la presenza).
Bene si parla di miliardi di dollari in controvalore… allora qualcuno vuole smentire o no questa cosa, oppure la Cia, il Governo federale, le autorità monetarie ecc. sono conniventi?
Che l’Europa sia stata messa alla porta e che le decisioni sul futuro del mondo siano in capo al G2 (Usa-Cina) emerge in ogni dove e subito arrivano delle conferme. La General Motors non solo sta mettendo a repentaglio il futuro di Opel (la vendo, non la vendo, la cambio, non la cambio, la ristrutturo, non la ristrutturo ecc. ecc. chi vivrà vedrà), ma ha già deciso che Saab verrà dismessa. Cari svedesi, ce ne è per tutti, ce ne sarà per tutti, è solo l’inizio.
Se qualcuno avesse avuto dubbi, adesso, con l’epilogo di Copenhagen che vede tutto nelle mani del G2 (Cina-Usa), l’Europa ha la certezza di essere definitivamente fuori dal tavolo che conta per le grandi decisioni sul mondo. Questo sta avvenendo oggi a Copenhagen, questo purtroppo accadrà sempre di più in futuro… Un nuovo asse si è creato, come estensione è simile a quello famoso Roma-Berlino-Tokio, speriamo che non sia altrettanto nefasto. (clean economy)
Perché lanciare una rivoluzione verde nel Terzo Mondo? Per l’UER lo scopo è superare gli errori dei Paesi cosiddetti avanzati e utilizzare le nuove tecnologie per dare un rigoroso e sostenibile impulso ai Paesi “da sviluppare”, evitando i guasti già creati invece altrove. Geniale, ora serve la volontà.
Il responsabile dell’Onu per il vertice sul clima ha detto: “Le prossime 24 ore di negoziati saranno decisive”. Ancora troppe tensioni e distanze da colmare. L’ipotesi di queste ore prevede che l’Europa abbassi un po’ il livello dei tagli delle sue emissioni per andare incontro alle esigenze americane ed è questo il segnale che si sta cercando di evitare un fallimento o un accordo vuoto.