August, 2009

Tuesday, August 25th, 2009

Verde o no, etica o meno, il mondo deve fare i conti con la Cina…

Occhio al cieco ottimismo sulla ripresa dell’economia mondiale perché i fondamentali della ripresa economica non sono solidi, parole del premier cinese Wen Jibao, parole di piombo… metallo pesante, particolarmente inquinante…

Monday, August 24th, 2009

Occhio non vede/5: numeri da capogiro, conseguenze future?

Ripiloghiamo: il “Pacific Trash Vortex”, ossia “gorgo di immondizia del Pacifico”, è un’isola di spazzatura, soprattutto plastica, formatasi nell’Oceano Pacifico a partire dagli anni Cinquanta, con un diametro di circa 2500 km , pari ad una superfice di 4.909.000 Km², una profondità di 30 metri ed un peso di 3.500.000 tonnellate, grazie all’azione della North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica dotata di un particolare movimento a spirale orario, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro. La North Pacific Gyre, o Vortice del Nord Pacifico (conosciuto anche come Vortice Subtropicale del Nord Pacifico) è una corrente oceanica a forma di vortice circolare localizzato tra l’equatore il 50° di latitudine nord. Occupa approssimativamente un’area di 34 milioni di km², si muove in senso orario ed è formato prevalentemente da quattro correnti oceaniche : la Corrente del Nord Pacifico a nord, la Corrente della California ad est, la Corrente nord equatoriale a sud e la Corrente Kuroshio a ovest.  (inerba.org).
Vogliamo continuare il nostro parallelismo con il “sommerso” della finanza mondiale: ci auguriamo veramente che la fiducia di poche ore fa di Bernanke sia presto consolidata e avvalorata dai fatti e che questa isola di rifiuti finanziari che minaccia il mondo sia veramente stata neutralizzata. Qualche dubbio destano però le sue parole tra le righe che rivelano come il rischio “panico” non sia ancora stato neutralizzato e che solo le banche centrali (e nessun altro) a suon di battere moneta, potranno scongiurarlo…

Friday, August 21st, 2009

Occhio non vede/4: galleggiando su un mare tossico

Ma andiamo per ordine e vediamo in cosa consiste. La discarica interessa i primi 30 metri di mare e sta facendo piazza pulita di ogni forma di vita. Spesso una parte di tutto ciò, nel roteare continuo, finisce anche sulle spiagge delle Isole Hawaii dove si arena dando origine a depositi di plastica e altro spessi anche alcuni metri. Il materiale che viene per lo più rilasciato in mare dagli Stati Uniti finisce in quell’area dell’Oceano Pacifico in seguito alla presenza della North Pacific Subtropical Gyre, una lenta corrente oceanica che si muove in senso orario a spirale, prodotta da un sistema di correnti ad alta pressione. Per questa particolare situazione, l’area del Pacifico è poco o nulla frequentata sia dai pescherecci che da altre navi e dunque il fenomeno della discarica sfugge all’occhio dei più. Ma quanto succede in quel remoto luogo dell’oceano è solo la punta dell’iceberg dei problemi che produce la plastica, soprattutto quella non biodegradabile, che contrariamente a quanto si pensa, è ancora molto utilizzata. Essa si distrugge solo in porzioni molto piccole, ma non nei suoi elementi primi. E i piccoli pezzetti di plastica creano un danno maggiore alle specie marine perché più facilmente inghiottibili. Quanti pezzetti piccoli di titoli tossici sono pronti a infettare la nostra economia e la nostra finanza ormai definitivamente provate da una crisi il cui superamento è totalmente incerto?

Monday, August 17th, 2009

Occhio non vede/3: uno stato di rifiuti, un mondo di titoli tossici

Si estende su un diametro di circa 2500 chilometri ed è un concentrato senza uguali di spazzatura, dove per l’80 per cento è plastica. Il fenomeno, poco conosciuto, è noto come Pacific Trash Vortex e stando ad un rilevamento realizzato in queste ultime settimane sembra aver assunto dimensioni mai raggiunte da quando negli Anni Cinquanta, il fenomeno iniziò a manifestarsi. Chris Parry del California Coastal Commission di San Francisco (Usa) è colui che ha guidato il recente sopralluogo: “Arrivando nell’area si osserva all’orizzonte qualcosa che assomiglia ad un’isola. Non è un miraggio, né una vera isola, ma un condensato tale di spazzatura che se la si pesasse raggiungerebbe i 3,5 milioni di tonnellate di peso” (L. Bignami). Questa è una analisi di due anni fa, oggi questa sorta di “derivati” della spazzatura, concentrati in un unico punto del pianeta, ha raggiunto dimensioni assurde, qualcosa come una nazione di importanti dimensioni… E la crescita è andata stupefacentemente di pari passo con la crescita dei titoli tossici nella finanza… 

Monday, August 10th, 2009

Occhio non vede/2: quella spazzatura che crediamo sotto controllo

Dall’alto potrebbe assomigliare ad una gigantesca isola. Ma nessuno può approdarvi e scendervi. In realtà si tratta di una gigantesca concentrazione di spazzatura che arriva soprattutto dagli Stati Uniti e che per una serie di correnti a spirale si concentra in un’area remota dell’Oceano Pacifico. Così dall’alto, o meglio da fuori, la crisi economica e finanziaria sembra un qualcosa di limitato e ristretto che ormai abbiamo sotto controllo e che è circoscritta…

Thursday, August 6th, 2009

Occhio non vede /1: mare di rifiuti, rifiuti in mare

Pensiamo sia e debba essere la metafora dell’estate… Una gigantesca isola di rifiuti galleggianti accumulatisi nel cuore del Pacifico, una metafora emblematica dell’attuale fase internazionale in cui una gigantesca e simbolica isola di titoli e operazioni finanziarie (purtroppo veri però) incombono sul nostro futuro e non solo su quello dell’oceano. Restate con  noi il mese di agosto, tornate sul nostro blog, e scoprirete novità e informazioni che non è più possibile ignorare…

Wednesday, August 5th, 2009

Torridi presagi di surriscaldamento delle materie prime…

Le materie prime riprendono il volo, o almeno sono pronte a farlo. Gli ETF sulle commodity sono sulle montagne russe, ma si stanno reindirizzando sempre di più verso l’alto. L’inflazione sembra non esistere ma siamo coscienti che un mare di carta è stato immesso nel sistema mondiale. Che cosa sta succedendo a questa estate, in verità non troppo torrida, ma sicuramente dai forti presagi di surriscaldamento?

Tuesday, August 4th, 2009

Ecco cosa dovrà sostenere la Cina nei prossimi anni


Ecco una panoramica degli investimenti Usa nell’energia pulita ovvero quali investimenti sosterrà la Cina nei prossimi anni data la sua pesantissima esposizione rispetto al debito americano. Questi dati sono basati sull’analisi di alcuni economisti dell’Università del Massachussets, Amherst, e del Center for American Progress, think-tank con sede a Washington, sul pacchetto di stimolo economico e sulla legislazione riguardo al cambiamento climatico che è in fase di discussione al Congresso: 
- La spesa prevista per l’ambiente nel pacchetto di stimolo all’economia ammonta a circa 100 miliardi di dollari, molti dei quali saranno dedicati allo sviluppo delle energie rinnovabili, della conservazione, dell’espansione nel campo del trasporto di massa e ai miglioramenti nella rete elettrica.
- Matching Grants, garanzie per i prestiti, incentivi fiscali e titoli finanziari dovrebbe generare circa 180 miliardi di dollari in investimenti addizionali da parte di stato, fonti private e locali per progetti “green-tech”.
- L’ufficio Bilancio del Congresso prevede che il volume del pacchetto federale per le tecnologie eco-compatibili sia interamente speso tra il 2010 e il 2014.
- Il pacchetto di stimolo e la legge sul clima, il cosiddetto Clean Energy and Security Act, dovrebbero complessivamente generare circa 150 miliardi di dollari, annualmente, in investimenti sull’energia pulita, per i prossimi dieci anni, la maggior parte dei quali provenienti dal settore privato, generando anche un milione e 700 mila posti di lavoro all’anno.
- Il potenziale mercato, nel campo dell’efficienza dal punto di vista energetico su case e altri edifici, dovrebbe aggirarsi sugli 80 miliardi di dollari all’anno per i prossimi 10 anni.
- Uno studio ha altresì rilevato che gli investimenti sull’energia pulita generano posti di lavoro in quantità circa tre volte superiore rispetto ad investimenti fatti nei combustibili a base di carbonio.
- Il guadagno di un milione e 700 mila posti di lavoro all’anno sarebbe sufficiente per ridurre la disoccupazione di circa un punto percentuale, anche considerando la perdita di posti di lavoro nel settore dei convenzionali combustibili fossili. (fonte: reuters)

Monday, August 3rd, 2009

Quando l’etica è fumosa… L’annuncio degli annunci: o la va o la spacca?

Ebbene, Obama ha tirato fuori dal cilindro l’ultimo degli annunci, che gli ha anche consentito di barattare con il Congresso la riforma sanitaria. Ora gli Stati Uniti, che hanno un debito potenziale di cui è quasi impossibile percepire le dimensioni reali, scommettono tutto sulla ripresa alle porte. Questa, dopo i numerosi richiami ad una non ben definita etica, è l’ultima carta di Obama, questa è l’ultima carta dell’economia mondiale che guarda con terrore alla ripartenza d’autunno… E il clima purtroppo appare l’ultimo dei problemi reali…