Thursday, November 5th, 2009
Mentre è in uscita il nuovo numero del Magazine, una serie di rubriche settimanali si incroceranno con l’attualità e la riflessione online, dando vita al nuovo piano editoriale su web.
Si parte il lunedì con PENSIERI RESPONSABILI, frasi e meditazioni sul futuro che ci attende e sul presente che ci attanaglia. La rubrica si ferma per le festività natalizie.
Il mercoledì è la volta di un ciclo di presentazioni legate a casi emblematici di INDUSTRIA RESPONSABILE.
Il venerdì, infine, tocca alle PILLOLE SOSTENIBILI, casi e posizioni particolarmente significativi per il mondo della Clean Economy.
Buona lettura.
Saturday, September 26th, 2009
Environmental groups hoping for concrete action on climate change were left disappointed by talks at the Group of 20 summit on Friday. Although world leaders managed to forge some agreement on global warming — despite news of Iran’s secret nuclear facility eclipsing most of the discussion at the Pittsburgh summit — greens said little of substance was actually achieved. “They haven’t really produced anything that is relevant in terms of active progress,” says Kim Carstensen, head of the World Wildlife Fund’s Global Climate Initiative. “I’m not that impressed.” The main climate question for the G20 was how to finance global carbon emission reductions, and how to help developing nations that stand to lose the most from climate change adapt to a warmer world. That latter issue is a chief sticking point for the ongoing U.N. climate negotiations, in which governments are working to produce a successor to the Kyoto Protocol at the Copenhagen summit in December. While poor nations have demanded funds to help them develop sustainably and prepare for warming, rich nations have so far been slow to promise money. “Climate financing is going to be absolutely key if we’re going to have a deal in Copenhagen,” says Bill McKibben, an environmentalist and author who heads the climate advocacy group 350.org. But G20 leaders put no specific numbers on the table, just a vague statement of intention that did little to clarify murky global climate negotiations: “Public and private financial resources to support mitigation and adaptation in developing countries need to be scaled up urgently and substantially,” the statement said. Negotiators also eliminated a section of the agreement that would have specified that funding for climate adaptation had to come in addition to existing levels of foreign aid. Instead, the G20 leaders directed their finance ministers to return to the issue later in the year — with just three months to go before Copenhagen. “You do want your finance ministries working on this,” says Jake Schmidt, international climate policy director for the Natural Resources Defense Council. “But they need to be on the hook for this, or they will lose the option to carry it into Copenhagen.” Still, the summit wasn’t a total loss for greens. President Barack Obama introduced the idea of phasing out fossil fuel subsidies over time, to help improve energy efficiency and “transition to a 21st-century clean energy economy.” Phasing out subsidies for fossil fuels would save money — the Environmental Law Institute estimated that the U.S. paid out $72 billion in subsidies between 2002 and 2008 — and correct a market that has been warped against low-carbon alternatives precisely at a time when nations are supposed to be cutting carbon. But again, specifics of a concrete plan were wanting in Obama’s speech. There was no mention of a timetable, and the proposal itself has little to do with the ongoing climate negotiations. “It’s a welcome initiative, but no one will underestimate the challenge that countries from the U.S. to India will face actually doing this,” says Alden Meyer, director of strategy and policy for the Union of Concerned Scientists. The G20 summit ended a whirlwind week for climate news that began on Sept. 22 with a high-level U.N. summit on warming. Before “Climate Week” began, the U.S. Senate made intimations that it would not likely vote on a carbon cap-and-trade bill before the year was up, dimming the chances for a global deal at Copenhagen. But, then, China pledged to improve energy efficiency, while progress was made toward crafting a way to use global carbon markets to slow tropical deforestation. That gave environmentalists some hope. “Overall, I still feel better than I did a week ago,” said Carstensen. “We had 100 leaders in the U.N. in New York come together and they actually talked about climate change in a significantly committed way. We have the door open.” The question is whether world leaders will walk through it in time. In the U.S. and elsewhere, more is being done to grapple with global warming than ever before. Tighter energy efficiency standards are being passed, nations like Japan are pledging deep emission cuts and hundreds of billions of dollars are being spent on green stimulus for recovering economies. But the world is late — and time is short. “Our political method has so far failed to grapple with reality,” says McKibben. “We have to understand that the negotiations aren’t just between the U.S., the E.U. and China. We’re trying to negotiate with chemistry and physics — and they don’t negotiate.” (Source: Time Magazine)
Wednesday, July 2nd, 2008
La Responsabilità Sociale d’Impresa motore di sviluppo di una nuova economia.
di Annibale Ferrini

“Nel rispetto del tentativo di rendere più efficaci i principi della Responsabilità di Impresa, ci impegniamo a promuovere attivamente a livello internazionale standard condivisi di responsabilità sociale d’impresa e diritti dei lavoratori (espressi dalle Linee Guida OECD per le Aziende Multinazionali e la Triplice Dichiarazione dell’ILO), standard ambientali più elevati ed un migliore governo d’impresa… Invitiamo imprese private ed organizzazioni d’affari ad aderire ai principi dell’OECD. Incoraggiamo le economie emergenti così come i Paesi in via di sviluppo ad associarsi ai valori e agli standard contenuti in queste linee guida ed inviteremo le economie emergenti a partecipare ad un Dialogo di Alto Livello sui temi della responsabilità sociale utilizzando le indicazioni dell’OECD come piattaforma di dialogo”
Sviluppo e Responsabilità nell’Economia Mondiale
Paragrafo 24, Dichiarazione Finale Summit G8, 7 Giugno 2007
Può la Responsabilità Sociale d’Impresa essere un reale ed efficace contributo allo sviluppo sostenibile? Cerchiamo di capirlo. Continua a leggere questo articolo…
Tuesday, July 1st, 2008
Da Arezzo a Hollywood un viaggio tra le esperienze dei Farmers Market.
Ecologia a tavola, con cibi freschi, di stagione e di qualità
Testo e foto di Annibale Ferrini
Arezzo, primo sabato di aprile. Anche per questo mese mi permetto di soddisfare la mia curiosità al tradizionale appuntamento di ogni primo fine settimana del mese con la fiera dell’antiquariato e del collezionismo della cittadina toscana. Questa volta ho un motivo in più per stupirmi. Per la prima volta
Arezzo ospita il “Mercatale, mercato dei produttori biologici e di qualità delle terre aretine”, versione locale del Farmers Market, letteralmente il “mercato dei contadini” di cui il decreto attuativo della legge 296, in vigore dal 1 gennaio 2008, ha ufficialmente sancito la nascita e la regolamentazione giuridica in Italia.
Beppe Croce, responsabile di Legambiente del Circolo Laura Conti di Arezzo, mi attende in Piazza Sant’Agostino, in pieno centro storico, per accompagnarmi in questo viaggio attraverso le prelibatezze alimentari sane e sostenibili del territorio locale. Nel tentativo di ridurre al minimo la nostra “impronta carbonica” (carbon footprint, ovvero la quantità di emissioni di CO2 prodotta quotidianamente dalle nostre attività), scambiamo qualche battuta di fronte a una tazzina di caffé al bar Sandy, il cui impianto di torrefazione è a poco più di 3 chilometri. Di certo non sono lì le piantagioni, ma almeno abbiamo ridotto l’inquinamento derivante dal trasporto e distribuzione del prodotto finale. Continua a leggere questo articolo…
Saturday, April 12th, 2008
Antonio Villaraigosa dà l’avvio ai lavori della più grande wind farm di proprietà municipale negli USA, accelerando sulla strada verso l’obiettivo del 20% di fonti rinnovabili per l’energia della metropoli angelina.L’impianto eolico da 120 MW di potenza sarà in grado di rifornire 56.000 utenze residenziali e garantire a Los Angeles un posto di rilievo nel panorama delle Going-Green City statunitensi.
Testo e foto di Annibale Ferrini

USA - California, January 31 2008 - California City, Antelope Valley, nel mezzo del deserto del Mohave, 120 km a Nord di Los Angeles. Un posto, come direbbero cronisti d’annata, dimenticato da Dio, con l’ospedale più vicino a più di 50 km. Località famosa ai tempi della corsa all’oro nell’Ottocento e per la base dell’Air Force di Edwards, centro di collaudo dei velivoli militari statunitensi e centro di ricerca spaziale della NASA, base di decollo dei micidiali bombardieri invisibili B-2.
Ma dal 31 gennaio scorso California City è passata alla storia per un altro motivo. Antonio Villaraigosa, primo cittadino angelino, ha inaugurato la sottostazione elettrica di Barren Ridge, pochi chilometri ad Ovest di California City, avviando così ufficialmente i lavori di costruzione del Pine Tree Wind Project, il più grande impianto ad energia eolica di proprietà di un’amministrazione comunale in tutti gli Stati Uniti. Continua a leggere questo articolo…